giovedì 22 ottobre 2009

Salviamo i cani: fermiamo i combattimenti!

LO SAPEVATE CHE:

…ogni anno in Italia più di 5000 cani sono vittime dei combattimenti clandestini.

…i cani sono sottoposti fin da piccoli a un terribile addestramento che li rende feroci e aggressivi: chiusi in sacchi e presi a bastonate, vengono lasciati per giorni senza cibo e al buio.

…per renderli più resistenti sono costretti a correre anche per 11 ore di seguito: inoltre sono spesso nutriti con cani e gatti randagi.

…durante i combattimenti i cani sono spesso costretti dai loro padroni a sbranarsi fino alla morte.

…le Forze dell’Ordine hanno dimostrato che i combattimenti tra cani sono gestiti o controllati dalla criminalità organizzata, soprattutto da mafia e camorra.

…anche se i combattimenti sono vietati, ancora non esiste una legge che punisca con severità chi addestra gli animali e chi organizza, scommette e assiste a queste lotte crudeli.

IL PITBULL

Abbandonati al loro destino?
Una triste conseguenza dei tanti episodi di aggressione che hanno costellato l’estate, è stato il susseguirsi di abbandoni, di Pitbull come di altri cani di grossa taglia, in aggiunta ai “tradizionali” abbandoni estivi. Difficile avere delle stime ufficiali, quel che è preoccupante è che non tutti sono stati abbandonati davanti ai canili, ma molti sono stati dispersi nei parchi pubblici, mettendo così a ulteriore repentaglio la sicurezza di chi vi si recava in cerca di un po’ di fresco: anziani e bambini specialmente. Un animale spaventato ed affamato aggredisce più facilmente. Molti tra coloro che usavano questi cani, proprio per i combattimenti clandestini, adesso hanno paura dei controlli, intensificati negli ultimi tempi. Inoltre pochi hanno iscritto i propri cani all’anagrafe canina, facendo microchippare il proprio animale, e a maggior ragione hanno evitato la registrazione coloro che li hanno acquistati o allevati per fini illeciti.
Cosa fare in caso di aggressione?
Può capitare a chiunque, anche in piena città, di trovarsi di fronte ad un cane in atteggiamento aggressivo. La prima cosa da evitare è di mettersi a correre. Nella migliore delle ipotesi il cane vi inseguirebbe pensando ad un gioco, ma potrebbe anche fermarvi e mordervi, vedendovi come “preda”. L’alternativa ad un allontanamento molto lento è restare immobili. Altra cosa da non fare è mettersi a gridare, perché anche così si potrebbe avere una reazione negativa dell’animale. Dare qualche ordine secco (“a cuccia!”) con voce ferma, potrebbe essere un tentativo valido, specie se il cane è stato abituato agli ordini vocali in addestramento. Se il cane attacca, non cercare di tirare la parte stretta tra i denti dal lato opposto, ma assecondare la direzione del cane, per non allargare le ferite; cercare inoltre di non finire a terra, esponendo più parti vitali (il collo, ad esempio, e l’addome) ai morsi dell’animale.

I Pitbull in Italia, secondo la Lav, sono circa 15 mila.
Mentre tra i cani da guardia e difesa, censiti dall’Ente nazionale cinofilia italiana, ci sono: 3.514 Dobermann, 6.640 Rottweiler, 1.005 Mastini Napoletani, 575 Dogue di Bordeaux, 987 American Staffordshire Terrier, 245 Bullmastiff, 143 Mastiff.

Definire killer i Pitbull, così come gli altri molossoidi, è piuttosto avventato. La razza è riconosciuta come aggressiva dagli stessi veterinari, ma fondamentale è il tipo di addestramento e educazione che viene loro data dal padrone.
I molossoidi, per loro istinto, quando afferrano una preda con i denti non mollano. Anche quando vengono utilizzati unicamente come cani da guardia e attaccano eventuali intrusi facendo dunque “il loro dovere”. In realtà, quando durante l’allevamento, il cane subisce trattamenti brutali, e viene addestrato all’attacco, diventa di sicuro pericoloso.
Questo vale per qualsiasi razza. Ma per quelle che genericamente presentano caratteristiche fisiche e caratteriali bellicose, questo tipo di formazione è assolutamente rischiosa.
Lo stesso Pitbull, se viene allevato con criteri del tutto pacifici, è un ottimo cane di campagna, giocherellone, utilizzato negli Stati Uniti per la Pet Therapy, con i bambini e con i disabili.
Resta un fatto fondamentale da ribadire: sapendo bene quali sono i rischi a cui si va incontro, chi decide di adottare un Pitbull piuttosto che un Terranova, è perché vuole proprio quel tipo di cane: come quando si acquista un’arma.

CHE COSA E’ LA STERILIZZAZIONE?

Come compagni di gioco per i bambini, per colmare la solitudine di una persona anziana, per scelta e a volte per moda, con sempre maggiore frequenza gli animali entrano nelle nostre case e con loro istauriamo un rapporto di convivenza. Chi ama gli animali, li accudisce e vuole il bene del proprio cucciolo, non può fare a meno di fornire cure, attenzione e cibo.
Ricordiamoci che il cane è il migliore amico dell’uomo, e per questo noi dobbiamo evitare di abbandonare questi nostri amici. Tutti i “padroni” devono sapere come preservare la salute dei propri animali domestici e conoscere quali interventi sanitari possono o debbono essere effettuati.
E’ necessario quindi per i “padroni” essere informati.
Un tema poco dibattuto è ad esempio quello della sterilizzazione.
Che cosa è la sterilizzazione? E’ un intervento chirurgico atto ad evitare la procreazione, piuttosto semplice, che in genere non richiede nemmeno il ricovero in ambulatorio. I tempi d’intervento tranne per le cagne, sono rapidi: pochi minuti per i maschi di cane e gatto.
Tutto avviene sempre in anestesia totale. Rischi particolari, per un quattro zampe in normali condizioni di salute, non ce ne sono.
Nel caso delle cagnoline, questo intervento è utile anche per evitare fastidiosissime macchioline di sangue sparse per tutta la casa e code di corteggiatori. L’operazione non peggiora il carattere delle bestiole, rimane lo stesso. Di certo aumenta la domesticità: l’animale aggressivo si calma.
Invece diminuisce un po’ la ricettività agli stimoli esterni. Chi pensa che la sterilizzazione causa danni alla salute dell’animale deve quindi ricredersi.
Al contrario, essa allontana il rischio di patologia dell’apparato sessuale soprattutto di quello femminile.

UNA FAMOSA TESTIMONIANZA

Ho visto cani correre disperatamente dietro ogni auto che passava innanzi a loro, illudendosi ogni volta che l’uomo che li aveva abbandonati fosse tornato.

Ho visto cuccioli di gatto, gettati nei cassonetti dei rifiuti, urlare disperatamente cercando di aggrapparsi ad una mamma che non c’era, ad una vita che fuggiva.

Ho visto intere colline disseminate di trappole mortali.

Ho visto animali, che poco prima scorazzavano tra i boschi, agonizzare impallinati da stupidi pezzi di piombo.

Ho visto petroliere in fiamme che scaricavano in mare tonnellate di liquido nero che avvolgeva in un mortale abbraccio pesci, uccelli, mammiferi e ho visto cronisti, raccontando il disastro, dire: “... ma per fortuna nessuna vittima.”

Ho visto foreste in fiamme, mari e cieli inquinati, ecosistemi distrutti.

Una sola cosa, però, ancora non ho visto: l’Uomo in ginocchio a chiedere perdono per tutto il male arrecato.